L'Acquedotto

Oltre alla costruzione della Fattoria e delle Ville Patronali, i Rospigliosi si preoccuparono anche di portare l'acqua alla loro tenuta. L'acqua era vitale per le loro attività agricole e per le attività ludiche (serviva ad attirare gli animali oggetto delle loro battute di caccia) e già in epoca medioevale fu costruito un acquedotto che portava l'acqua dalle sorgenti che si trovavano più a monte.

Il percorso dell'acquedotto, contemporaneo - come detto - alla fattoria di Spicchio e alla Villa Rospigliosi, si snodava per circa due chilometri, scendendo dal San Baronto lungo un bellissimo declivio in mezzo al bosco, percorribile anche a piedi, fino ad arrivare alla tenuta.

Tutto il percorso dell'acquedotto era disseminato di punti di osservazione che altro non erano che dei casotti in pietra, collocati sopra l'acquedotto stesso e che permettevano, alzando semplicemente una botola, di controllare il flusso dell'acqua. In questo modo si poteva rilevare all'origine la presenza di eventuali guasti con relative interruzioni del flusso, ed intervenire prontamente per il ripristino dello stesso.

L'acquedotto è stato "riscoperto" negli anni recenti dallo stesso Gettulio Cenci, che grazie ad un'ostinata ricerca anche letteraria, è riuscito a riportare alla luce l'antico percorso. Recentemente la Tenuta di Spicchio S.p.a. ha provveduto al restauro dei casotti rinvenuti nel territorio e al ripristino del flusso di acqua dalle sorgenti del San Baronto, ancora attive.

Oggi arrivano alla Fattoria circa 15 metri cubi (15.000 litri) di acqua al giorno, che contribuiranno enormemente, insieme alle opere di ristrutturazione in corso, alla realizzazione del progetto che ridarà alla tenuta il suo antico ruolo e splendore.