II magnifico complesso architettonico dei Rospigliosi a Spicchio

II magnifico complesso architettonico dei Rospigliosi a Spicchio La località di Spicchio, che sorge a poca distanza dall'abitato di Lamporecchio, è ricordata fin dal XV sec. come il centro organizzativo della tenuta dei Rospigliosi, nobile casato pistoiese che ebbe tra i propri membri molte ed importanti personalità .
Seguendo l'usanza di costruire dimore signorili in campagna, assai in voga tra i Medici e le altre famiglie patrizie della zona, anche i Rospigliosi nel XVII sec. si cimentarono in realizzazioni architettoniche. Soprattutto Giulio - divenuto papa col nome di Clemente IX nel 1667 - fu promotore di opere che dettero vita al complesso che comprende il Palazzo (oggi noto come Villa Rospigliosi ed attribuito al Bernini e la sua scuola di architetti), la cappella gentilizia e la "Villa Vecchia" con gli annessi di una Fattoria, un viale alberato che scende verso il paese e da cui origina il Parco dei Giardinetti, ed un'ampia tenuta di caccia, denominata "il Chiuso".

Centro di attività agricole e fondiarie, ma anche ludiche e ricreative, il complesso creato dai Rospigliosi in quel di Spicchio non era solo un'imponente opera "di rappresentanza" papale ma anche testimonianza del rapporto complesso tra la famiglia nobile ed il territorio. E la Fattoria e le altre pertinenze non erano solo "accessori" della maestosa villa ma rappresentavano invece il loro vitale completamento. Come evidenziato dallo stesso Giulio, che durante i lavori del conclave che lo eleggerà papa, scriveva al fratello rimasto a Pistoia di "augurarsi di poter tornare al più presto, finito il conclave, a godersi un meritato riposo in quelle ville di campagna...".

La Tenuta di Spicchio

Secondo le testimonianze dell'epoca già nel corso del '400 era stata costruita a Spicchio una "casa da cittadino" in seguito trasformata e conglobata nei locali di fattoria. L'edificio si appoggiò forse alle strutture di un precedente monastero, come farebbero supporre sia il campanile che un chiostro ad archi sovrapposti. Nel corso dei secoli, vari interventi si sono succeduti - accanto al principale che ha dato vita a Villa Rospigliosi - per dare al complesso l'aspetto che aveva nei primi anni del secolo scorso, quando l'intera proprietà fu alienata dai Rospigliosi a favore di una famiglia romana, gli Schweiger, che utilizzarono la tenuta come azienda agricola, attiva fino ad alcuni decenni orsono.
Oggi la Tenuta di Spicchio, che si compone della Vecchia Villa padronale, dell'annessa Fattoria, del sottostante Giardino degli Agrumi e di un antico acquedotto costruito per portare al complesso le acque dal vicino monte di San Baronto, sta vivendo una nuova epopea grazie alla lungimiranza e alla passione di una famiglia locale che qualche anno fa ha iniziato il sapiente restauro dell'opera architettonica.

* tratto da "La Villa Rospigliosi a Spicchio di Lamporecchio" di A. Lassi, G. Pisacreta e R. Roani Villani; Messaggerie Toscane S.r.l., Firenze 1991